La festa più importante è quella dedicata alla Natività di Maria, patrona del paese, e viene celebrata nella basilica l’8 settembre. L’origine di tale festa è antichissima, venne importata a Tergu dai monaci orientali che verso la metà del 600 d.C. fuggirono dalle loro regioni cadute nelle mani dell’Islam. Probabilmente deriva dall’usanza Cananea di iniziare l’anno con la festa dell’autunno Caputanni o Capudanni, infatti così viene chiamato il mese di settembre in lingua sarda. La mattina dell’8 si tiene una processione per le vie del paese con il simulacro della Vergine. Oltre alla grande devozione religiosa che caratterizza gli abitanti di questo luogo, questa festa è motivo di attrazione e d’interesse per molti visitatori appassionati di tradizioni sarde.
Questo evento ha infatti una grande importanza folcloristica in quanto la processione si svolge in costume sardo, con abiti provenienti da diversi paesi. Svolgono un ruolo importante e suggestivo i cavalieri a cavallo.
Durante il pomeriggio, questi cavalieri si sfidano in una difficile prova di abilità a cavallo: la corsa all’anello che ricorda la famosa sartiglia compiuta ad Oristano durante il carnevale.
Questa pratica ha origini molto antiche. Proveniente dai saraceni è stata importata in Italia dai cavalieri cristiani a seguito della seconda crociata; essa consisteva in una sorta di allenamento per i cavalieri che dovevano cercare di infilzare un anello con la lancia o con la spada, ovviamente a cavallo del loro destriero lanciato al galoppo. Sulla comparsa in Sardegna di tale giostra, la tesi maggiormente avvalorata è quella che siano stati gli aragonesi, alleati e di seguito avversari del giudicato di Arborea, ad importarla. Esistono tuttavia studi che riportano come il primo paese europeo in cui tale giostra è stata documentata sia proprio l’Italia, precisamente in Toscana, anche se non chiariscono come poi sia arrivata in Sardegna. La storia sarda riporta come, dopo la battaglia di Macomer nel 1479, il marchesato di Oristano cade definitivamente sotto il dominio di Aragona ed è a questo punto, si è praticamente certi, che questa pratica è arrivata nella nostra isola. Questo tipo di corsa, infatti, veniva praticata dagli alti ranghi militari aragonesi che davano sfoggio della propria abilità a cavallo.
La festa continua di sera nella piazza del paese con musiche e balli. Ultimamente si è deciso di allargare i festeggiamenti anche nei giorni 7 e 9 settembre nei quali si eseguono balli e canti.